Drusilla Foer conquista Sanremo: “Capire di cosa è fatta la propria unicità, nella purezza della libertà”

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Drusilla Foer è stata la co-conduttrice della terza serata di Sanremo, ha affiancato Amadeus sul palco dell’Ariston per una serata scoppiettante e ricca di sorprese. I social sono impazziti per la nobildonna toscana: effervescente, elegante, ironica.

È arrivata in puntata giocando con il conduttore “Senta, coso: come si chiama? Amedeo? Se ne vada oppure mi chiami il direttore artistico!” e poi ha saputo elegantemente mettere a tacere le polemiche sulla sua presenza alla kermesse canora, presentandosi vestita da Zorro: “Ho pensato a qualcosa di eccentrico, per tranquillizzare tutti quelli che avevano paura di un uomo en travesti, sicché mi sono travestita”.

Drusilla Foer, personaggio di Gianluca Gori, artista 54enne fiorentino, ha però concluso la serata con un monologo toccante, vero e soprattutto molto sincero: “La parola diversità non mi piace, ha in sé qualcosa di comparativo e una distanza che non mi convince”, dice. “Ho cercato un termine per sostituirla e ho trovato unicità, mi piace, piace a tutti, perché tutti noi siamo capaci di notare l’unicità dell’altro e tutti pensiamo di essere unici. Ma per comprendere e accettare la propria unicità è necessario capire di cosa è fatta, di che cosa siamo fatti noi, certamente delle cose belle, ambizioni, valori, convinzioni, talenti”. “Non è affatto facile ma vanno prese per mano tutte le cose che ci abitano e portate in alto, nella purezza della libertà“.

L’applauso del pubblico è tutto per lei, “Sono una persona molto fortunata a essere qui, ma date un senso alla mia presenza su questo palco e tentiamo insieme l’atto più rivoluzionario che c’è, l’ascolto di se stessi, delle nostre unicità, per essere certi che le nostre convinzioni non siano solo delle convenzioni, facciamo scorrere i pensieri in libertà, senza pregiudizio, senza vergogna, liberiamoci dalla prigionia dell’immobilità”. “Promettiamo che ci proveremo, confrontiamoci gentilmente, accogliamo il dubbio anche solo per essere certi che le nostre convinzioni non siano convenzioni. Poi ha cantato, tra gli applausi.

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