CON “WHY NOT?” IL 30 GIUGNO LA DANZA DI ANTONIO COLANDREA ABBRACCIA AL TRAMONTO IL FUSARO

-

Sulla Terrazza del Parco Borbonico del Fusaro arriva, giovedì 30 giugno, alle ore 19,30, la danza del Maestro Antonio Colandrea con lo spettacolo “Why Not? (Urgenze Coreografiche)”. Abbiamo avuto il piacere di incontrarlo per farci raccontare il “dietro le quinte” di uno degli eventi attesi della II edizione di “TerrArdente”, la rassegna promossa dall’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei e organizzata da Artgarage per la direzione artistica di Nando Paone.

Fotografie di Luigi Bilancio
Fotografie di Luigi Bilancio

Perché, Maestro, proprio una domanda come titolo di questo spettacolo?

Perché cerco la risposta nell’incontro con il pubblico ed apro un discorso che può completare solo il fruitore. Di certo con “Why not?” (che se si legge in napoletano diventa “guaio ‘e notte”, giusto per non perdere l’aspetto ludico del mio approccio) non ho la presunzione creativa di voler raccontare per forza qualcosa, piuttosto il mio obiettivo è quello di innescare una rifioritura emozionale. Desidero generare gioia come nel messaggio enunciato da Rudolf Nureyev: “Ogni uomo dovrebbe danzare per tutta la vita. Non essere ballerino ma danzare.” E la location che abbiamo a disposizione ci permette di esprimerlo, provando a trovare un abbraccio con le persone.

Quattordici danzatori del corso di “Human Bodies” di Emma Cianchi interpreteranno questa sua coreografia. Da dove prende vita questa collaborazione?

Nasce da un’intesa antica con Emma, avendo lavorato insieme a tanti progetti e sposare questo incarico è stato per me automatico. Tra l’altro, nato a Monte di Procida, sono figlio a tutti gli effetti di questa terra a cui sono tornato dopo trentacinque anni di carriera. Il luogo in cui abbiamo il privilegio di lavorare mi emoziona perché ho da sempre un rapporto pazzesco con il mare.

Cosa dobbiamo aspettarci sul piano musicale?

Amo molto spaziare tra i vari generi e si danzerà sulla world music fino ad arrivare al jazz, al melodico/romantico e al lirico. Ho anche un’anima pop e non snobbo alcuna cosa se sostenuta da un pensiero di bellezza. Quindi non temo di essere frivolo e non mi piace chiudermi in ermetismi inaccessibili alla gente. Nell’arte bisogna comunicare e, dunque, farsi capire senza atteggiamenti radical.

Da un punto di vista stilistico, invece?

Sarà uno spettacolo di danza contemporanea con una struttura forte, avendo, per quanto mi riguarda, importanti radici classiche ma con numerose decodificazioni e sbavature che considero un plusvalore. Dai tempi del teatro San Carlo e della Scala, passando per Franco Miseria e approdando al Maggio Danza di Firenze, ho dovuto aprirmi al mondo della cultura e delle contaminazioni, maturando un sano distacco dal classico. L’esperienza ti porta a capire che lo specchio non è più lo strumento per la ricerca dell’errore ma come diceva il gande Antony Tudor “non bisogna eseguire un’arabesque ma essere un’arabesque”. Posso anticipare che si chiuderà sulle note del brano “Danza” di Mia Martini senza praticamente smettere di ballare…

A quando il suo prossimo appuntamento creativo?

Il Premio Napoli in Danza, giunto alla terza edizione, che si svolgerà dal 6 al 10 luglio ad Acquamorta e dove ovviamente non sarà protagonista solo Napoli.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Articoli consigliati

Festival Internazionale del ‘700 musicale napoletano: XXII edizione

0
“La scuola napoletana” è il tema della XXII edizione del Festival ricco di ospiti: da Emilia Zamuner al Premio Paganini Giuseppe Gibboni, dal soprano Sangwon...